Music History e Hypnotik

scritto da moonsong il 27 Aprile 2008 alle 11:09

Eccovi la seconda puntata del Rock Di Primavera, una puntata “hypnotika” alla scoperta di una band emergente tutta al femminile. Loro vogliono eliminare un pregiudizio: quello che porta spesso il pubblico a pensare che delle ragazze con rispettivi strumenti alla mano non possano essere prese sul serio.
Sono riuscite a sfatare questo mito? A voi la risposta.

Aspettiamo come al solito ansiosi i vostri commenti…

E buon ascolto!

A presto la prossima puntata!

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Categoria: Nuove puntate

Music History e All In Hole

scritto da moonsong il 9 Aprile 2008 alle 22:29

In onda una nuova puntata di Music History un pò particolare: come vi avevamo già anticipato, ecco il primo appuntamento per il Rock di Primavera! Un breve excursus nella carriera dei Muse, una delle band alt-rock britanniche più seguite, e in chiusura l’intervista agli All In Hole, il gruppo che ha fantasticamente animato la prima serata del festival del rock, e che hanno dedicato un tributo proprio al gruppo inglese.

Ancora una volta per problemi col server abbiamo dovuto caricare la puntata su divshare, quindi per ascoltarla dovete cliccare qui. Ci scusiamo per l’inconveniente che dovrebbe essere risolto nel fine settimana..

Buon ascolto! Fateci sentire i vostri commenti!

Claudia ed Erica

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Categoria: Nuove puntate

Question Tag #1

scritto da Zaffo il 5 Aprile 2008 alle 12:37

SONDAGGIO: QUANTO OSANO SAPER I RAGAZZI DI GIARRE?

L’ottobre scorso,  io  e la mia compagna d’avventura , munite di penna  e block notes abbiamo posto ai giovani,nella ben nota piazza S.Francesco di Giarre, alcune domande di cultura generale. Dai dati ottenuti abbiamo colto alcune lacune soprattutto nel campo delle scienze.  In  campo storico e  musicale i ragazzi se la sono cavata meglio anche se in molti credono che l’opera sinfonica ‘ Le Quattro stagioni’ appartenga al genio artistico di Verdi o addirittura credono sia la ben nota pizza da cui  il nome  deriva   dalla mente di un ingegnoso pizzaiolo. Altri invece non hanno la più pallida idea di cosa significa:carpe diem . Le domande che abbiamo posto  a 50 ragazzi/e, non erano difficili, erano piuttosto elementari  e scontate.

1)QUALI SONO LE PARTICELLE SUBATOMICHE?
    (27 risposte esatte su 50)
elettrone, protone ed elettrone
2)DOVE SI TROVA LA SEDE DELL’ONU?
    (17 risposte esatte su 50)
New York, Palazzo di vetro
3)COSA SIGNIFICA LA FAMOSA CITAZIONE “CARPE DIEM”?
    (32 risposte esatte su 50)
Cogli l’attimo
4)QUALI PAESI COINVOLSE LA GUERRA FREDDA?
    (35 risposte esatte su 50)
URSS, USA
5)QUAL è LA CAPITALE DELL’AUSTRALIA?
     (22risposte esatte su 50)
Canberra
6)QUALI SONO LE PREPOSIZIONI SEMPLICI?
     (46 risposte esatte su 50)
di, a, da, in, con, su, per, tra, fra
7)COM’è SUDDIVISO IL PARLAMENTO?
     (45 risposte esatte su 50)
Senato della Repubblica e Camera dei Deputati
8 )CHI COMPOSE LE “QUATTRO STAGIONI”?
      (16 risposte esatte su 50)
Antonio Vivaldi

I dati non rilevano disastri culturali ma si mostrano fiduciosi verso lo studio.  Non riteniamo comunque opportuno giudicare i risultati che il grafico ci mostra, i dati parlano da soli. Vogliamo concludere  citando il famoso detto kantiano:-SAPERE AUDE-. Osate sapere, abbiate il coraggio di servirvi della vostra intelligenza, studenti di Giarre! 

A causa di alcuni problemi col server la puntata è ascoltabile attraverso questo link.

Simo & Stefy

 

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Categoria: Nuove puntate

Rock di Primavera!

scritto da fabrizio il 31 Marzo 2008 alle 23:32

                                                         

 RadioAranza partecipa alla prima edizione del Rock di Primavera, rassena delle rock band emergenti della zona. Il festival si articola in otto serate, dal 04 aprile al 23 maggio, e le esibizioni avranno luogo presso il locale Miseria & Nobiltà, in Via Callipoli 29 a Giarre.

RadioAranza vi porta il rock emergente, le interviste ai vari gruppi e le nostre opinioni sulle diverse serate.

Si inizia venerdì 4 aprile con l’esibizione degli All in Hole!

Non perdetevi gli appuntamenti in onda!

Link al myspace del Rock di Primavera

Locandina del Rock di Primavera - clicca per espandere 

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RadioAranza ricorda

scritto da fabrizio il 15 Marzo 2008 alle 16:14

In occasione della XIII Giornata della Memoria per le Vittime delle Mafie, RadioAranza ricorda con la proiezione del film “Placido Rizzotto” di Pasquale Scimeca, inserito nel programma del Cineforum. In sede, alle 16:30, insieme a noi anche il critico cinematografico Sebastiano Gesù.

Placido Rizzotto, segretario della Camera del Lavoro di Corleone, venne rapito e ucciso il 10 marzo 1948 dalla mafia per il suo impegno a favore del movimento contadino per l’occupazione delle terre.


Oltre a questa iniziativa RadioAranza pubblica un articolo sulla vita di Peppino Impastato, giornalista di Cinisi ucciso dalla mafia il 9 maggio del 1978, realizzato da un’ascoltatrice pugliese, Sabrina Sammarco.

Aspettiamo i vostri commenti sul film, sul tema e sull’articolo..Ci sentiamo presto in onda con una puntata-inchiesta sull’Ospedale di Giarre! Tra i commenti potete leggere anche la recensione di Alessandro la Ganga.

Una vita d’impegno contro la mafia: Peppino Impastato

Giuseppe Impastato nasce a Cinisi il 5 Gennaio 1948 da Felicia Bartolotta e Luigi Impastato. La famiglia Impastato è ben inserita negli ambienti mafiosi locali: si noti che una sorella di Luigi ha sposato il capomafia Cesare Manzella, considerato uno dei boss che individuarono nei traffici di droga. Peppino frequenta il liceo classico di Partitico e si avvicina in quegli anni alla politica; assieme ad altri giovani fonda un giornale, “L’idea socialista” che, dopo alcuni numeri, sarà sequestrato. Importante è la “ marcia della protesta e della pace” organizzata da Danilo Dolci nel Marzo del 1967: il rapporto con Danilo lascia un notevole segno nella formazione politica di Peppino che comunque era stato guidato da sempre da Stefano Venuti. 1968: da tempo si ventilava l’ipotesi della costruzione di una pista per l’atterraggio nelle giornate di scirocco. La procedura di esproprio, d’intesa con l’amministrazione comunale, era stata avviata senza alcuna pubblicità. La legge prevedeva invece che ci dovesse essere una delibera che non vide mai nessuno.

Si doveva fare qualcosa; nella zona vi lavoravano circa 200 famiglie, gran parte vi soggiornava in permanenza, altri vi si recavano nel periodo estivo. La zona era ricca di frutteti, agrumeti e uliveti. La produzione ortofrutticola costituiva il polmone dell’economia del paese. L’impresa del progetto venne condotta con illegalità vergognose, brutalità e decisione.

Indicativa l’azione di Peppino, che davanti alla passibilità di ottenere un compenso equo per i terreni, sostenuta dal Consorzio Espropriandi e quella di lottare contro la costruzione della pista, scelse la seconda via appoggiata dalla maggioranza dei contadini. Furono organizzate manifestazioni.. sul posto era tutto pronto per iniziare la distruzione ma Peppino e i suoi compagni si ribellarono. Ad un certo punto il tenente diede ordine alle ruspe di procedere ma Impastato e tutti gli altri si sistemarono davanti alle ruspe, seduti per terra , in atteggiamento muto ma deciso. Le ruspe si fermarono quasi sopra ai loro piedi e subito dopo il tenente ordinò la carica e furono massacrati di botte e sbattuti dietro le sbarre. Insomma questa pista si costruì; un uomo che lì ci abitava aveva confidato a Peppino che per lui quel posto era come la sua stessa vita e diceva: “Se mi tolgono questo io muoio”. Morì e sua moglie poco dopo di lui. Su quella terra è stata avviata la massiccia opera di speculazione mafiosa del progetto z-10, con un giri di 6miliardi di lire e la pista non servì a niente come sappiamo: nelle giornate di scirocco il traffico rimane sospeso e gli aerei atterrano a Trapani o a Catania. Sono anni di intenso travaglio interiore alla ricerca di una rielaborazione non facile per tutto il gruppo. In quel periodo Cinisi era completamente nelle mani della mafia e si doveva uscire da quegli schemi conformisti dove c’era il rifiuto delle novità e dell’organizzazione collettiva.

Dopo poi ci fu “lotta continua” che esercitava una forte capacità d’attrazione per tutti coloro che, come Peppino, avevano alle spalle forti esperienze politiche; lotta continua era vicina ai problemi della gente e operava concretamente nel sociale che andava dalle lotte contadine per le terre espropriate alla vigilanza antifascista e ancora si andava avanti con il tema del lavoro nero degli edili e in tutto questo Peppino era impegnato in primo piano con grande entusiasmo. Nel 1975 organizza il circolo “musica e cultura”, un’associazione che promuove attività culturali e musicali e che diventa il principale punto di riferimento per i giovani di Cinisi. All’interno del circolo trovano particolare spazio il “collettivo femminista” e il “collettivo Antinucleare”. Il tentativo di superare la crisi complessiva dei gruppi che si ispiravano alle idee della sinistra “rivoluzionaria”, verificatasi intorno al 1977 porta Peppino e il suo gruppo alla realizzazione di Radio Aut, un’emittente autofinanziata che indirizza i suoi sforzi e la sua scelta nel campo della satira nei confronti della mafia e degli esponenti della politica locale.Nel 1978 partecipa con una lista che ha il simbolo di democrazia proletaria, alle elezioni comunali a Cinisi.

Viene assassinato il 9 maggio’78, qualche giorno prima delle elezioni e qualche giorno dopo l’esposizione di una documentata mostra fotografica sulla devastazione del territorio operata da speculatori e gruppi mafiosi: il suo corpo è dilaniato da una carica di tritolo. Le indagini pongono l’ipotesi di suicidio anche e soprattutto “grazie” al contributo di chi le ha svolte poiché le autorità erano corrotte al massimo; il caso viene chiuso e riaperto più volte senza buon profitto, fino ad arrivare all’attuale processo nei confronti del boss Gaetano Badalamenti e del suo complice Vito Palazzolo, accusati di essere i mandanti del delitto.

 

Alla vita di Giuseppe Impastato fu dedicato un film che vi consiglio di guardare e che si chiama: “ I CENTO PASSI” affidato a Marco Tullio Giordana e che racconta quella che è stata la vita di questo grande UOMO di nome Peppino.

 

 

Il circolo “musica e cultura” a Cinisi è formato oggi da ragazzi che cercano pur tra mille difficoltà di continuare, di riuscire a conciliare il ricordo con l’impegno, in questo senso si legge l’iniziativa del forum nazionale antimafia, un luogo per dibattere di mafia, di politiche di sviluppo, di problematiche sociali e nel contempo per riconsegnare alla memoria le figura di Giuseppe Impastato. Si sono introdotti nuovi forum, dai quali sono emersi nuovi percorsi e pratiche nella lotta alla mafia.

Continuare lo studio attento del fenomeno mafioso, questo è il vero spirito del forum che ha avvertito sul nuovo e deprecabile silenzio delle istituzioni che sembrano leggere l’abbandono della strategia stragista come la morte lenta della mafia. E invece la mafia esiste anche se non se ne sentono i deflagranti effetti; le cosche hanno proceduto un radicale rinnovamento, i morti fanno troppo rumore meglio lavorare nel silenzio con maggiori risultati e minori rischi. Cosa Nostra osserva, attenta, la politica del governo, si felicita della legge sul rientro dei capitali e la riduzione dei vincoli di legalità per avviare il piano di opere pubbliche: appalti, appalti, un giro d’affari di miliardi su cui la mafia ha già steso i suoi lunghi tentacoli.

La madre di Peppino non lascia spazio a dubbi: la mafia si sconfigge con la presenza dello Stato e anche e soprattutto con la cultura della legalità e della partecipazione democratica, OGGI QUALCUNO SEMBRA AVERLO DIMENTICATO!

 

Sabrina Sammarco

 

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Sano e…Salvuccio!

scritto da fabrizio il 2 Marzo 2008 alle 23:44

Giuseppe Salvatore Riina, Salvuccio per gli amici, u’ picciriddu per gli amici degli amici, terzo dei quattro figli di Totò Riina, u zu Totò, guarda di fronte a sé finalmente libero, scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare : la mamma lo aspetta lì, con la Mercedes nera e rombante per il ritorno del suo Zorro. “Si torna all’avventura” avrà pensato.

Già, perchè Salvuccio lo aspettano in tanti, giù a Corleone: c’è da riorganizzarsi, l’azienda deve andare avanti in qualche modo ora che u zu Totò non c’è, bisogna tornare a chiedere il pizzo porta a porta come faceva il papà, riconquistare Palermo, investire su tutto il mercato: droga, estorsioni, prostituzione, e sulla sanità, perché, come si dice, “prima di tuttu a saluti”.

La storia di Salvuccio è la storia del figlio di uno dei boss mafiosi più spietati della storia di Cosa Nostra: da ragazzino girava i feudi corleonesi con la moto, estorceva benzina un po’ qua e un po’ là, finiva per sbaglio in caserma per aver preso a pietrate la lapide alla memoria di Falcone nella piazza del paese. Gli sarà sembrato un vero oltraggio, la lapide, nel suo feudo, vicino casa sua, a ricordargli quell’uomo che suo padre aveva voluto morto.

Ma u picciriddu non s’era dimostrato poi così furbo: a 23 anni, precoce quanto Alessandro Magno che alla stessa età metteva a ferro e fuoco l’Asia Minore, aveva avviato qualche attività delle sue a Palermo, qualche contatto politico, qualcosa al porto. Però ogni sua parola, anche quella detta ai quattro amici al bar, era ascoltata dalla polizia: per due anni, dal maggio del 2000 al giugno del 2002, Salvuccio era come un libro aperto, e parlava, parlava, un vero chiacchierone.

E alla fine lo prendono, lo condannano in primo grado a 14 anni e 6 mesi per mafia, riciclaggio ed estorsione. In appello poi la pena viene ridotta a 11 anni e 8 mesi, ma la condanna è annullata dalla Corte di Cassazione con rinvio. Alla fine c’è rimasto solo 6 anni in carcere, e solo per custodia cautelare. Sei anni sono tanti per custodia cautelare, pochi per la condanna per mafia uscita dal processo di secondo grado del 27 dicembre dello scorso anno, sentenza giunta comunque troppo tardi.

Ma a Salvuccio non basta essere di nuovo libero, poter girare tranquillo per le vie del suo paese facendo finta, anche stavolta, di niente. E allora lancia la sfida subito dopo la scarcerazione: vuole fare ricorso alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo. Esagerato? Spaccone? Mafioso anche in questo? Giudizio sospeso, e chissà che anche questo ricorso non vada a buon fine.

A Corleone il sindaco si dichiara subito sconcertato per l’accaduto ma segnala anche che i cittadini sono cambiati dagli anni di Totò, e che ormai sono in molti ad aver scelto la strada della legalità.

Sembra di vederli, i volti di alcuni cittadini di Corleone e di tutta la Sicilia, pensierosi, un po’ tristi e molto molto delusi. Vaglielo a spiegare adesso che la lotta alla mafia continua, che Cosa Nostra è in difficoltà, che i mafiosi li acchiappano come nella caccia ai conigli, poi li mettono in gabbia per un po’ e dopo li lasciano andare come fossero specie protette. “Boh – staranno pensando - saranno davvero specie protette”. Si stupiranno tutti quanti ancora per qualche giorno, chiedendosi com’è potuta succedere una cosa del genere, un errore così grossolano, una leggerezza del genere.

Lui invece se lo sarà detto, fin dall’inizio del processo di primo grado, quando su di lui pesavano i soliti pesantissimi capi d’accusa. Se lo sarà ripetuto pure in appello e tra le sbarre, sempre, senza dubitare neppure per un attimo: “Ma chi vogliono prendere in giro? Io, qua dentro? Ma non mi fate ridere!”.

E infatti, nelle foto sul giornale e al tg, davanti a qualche telecamera all’uscita del castellaccio di massima sicurezza di Sulmona, e per le strade di Corleone insieme alla famiglia, Salvuccio sorride, discreto, certo, senza troppe scene, ma sorride.

Fabrizio Rompineve

 Link alla notizia su Repubblica.it

                    

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Categoria: Articoli

Cineforum RadioAranza - Full Metal Jacket

scritto da Alessandro il 22 Febbraio 2008 alle 00:16

Terrore, cinismo, alienazione…termini generici che aiutano a capire l’intensità e la passione di Kubrick che emerge in “full metal jacket” film pubblicato in america nel 1987, ad appena un anno di distanza dal pluri-premiato Platoon di Oliver Stone, un altro film sul Vietnam.

Con sicurezza possiamo notale che si tratta di un film di guerra atipico, che si differenzia dal classico film storico sul Vietnam.

Inizialmente subentra il trattamento subito dal fronte americano, dove vediamo i soldati costretti ad avere tutti gli stessi interessi verso le armi e la guerra in una totale suggestione e acquiescenza al potere. Il Vietnam è qui un referente del tutto elusivo, privo di qualsivoglia spessore simbolico. Full Metal Jacket è un film sulla psicologia della follia, e quindi sulla alienazione della natura umana, tesa alle pressioni psicologiche, conseguenza di un pesantissimo trattamento militare, quindi fisico e psicologico al fine di un totale annullamento della personalità umana, a questo punto, l’uomo può trovarsi dinnanzi a un bivio: la totale dedizione bellica come accettazione oppure rendersi conto della propria debolezza, come ha fatto Palla di lardo, che nel suicidio ha trovato una via di fuga verso la salvezza, una sorta di emblematica vittoria personale.

La caratteristica della seconda parte del film è la capacità di presentare adeguatamente le diverse reazioni che i ragazzi spediti in guerra possono avere in situazioni critiche: da quello che si trasforma in un Rambo psicopatico(”Come faccio a sparare su donne e bambini? È facile: vanno più lenti, miri più vicino!”) al fotografo cui tremano troppo le mani per scattare; da quello che in fondo la prende alla leggera (”Volevo essere il primo ragazzo del mio palazzo a fare centro dentro qualcuno”) a chi ancora ci crede (”Almeno sono morti per una buona causa: la libertà”).

La bravura di Kubrick credo si denoti nel riuscir ad alternare le scene di riposo a quelle di battaglia, dando un buon ritmo alla pellicola e inchiodando lo spettatore ogni volta che si apre il fuoco. E poi c’è quel cecchino… quella lunga sequenza d’assedio in cui la tensione è palpabile come in nessun altro film e Kubrick riesce a far girare la macchina da presa attorno allo stesso set senza mai stancare lo spettatore. Credo che le interviste ai militari fungano da critica alla ideologia bellica, in questo caso la loro realizzazione non è affatto banale, infatti si denota a pelle (grazie alla bravura degli attori ovviamente) che i discorsi dei militari sono a volte contraddittori e incoerenti, come se avessero stampati in testa i canoni e le regole di guerra, ma da lontano echeggia la loro coscienza, il rimorso…la paura.

                                                                                                                                                Alessandro La Ganga

Aspettiamo i vostri pareri sul film e sulla recensione su questo post! Date spazio alle vostre idee!

Ci sentiamo in onda e ci vediamo sabato 1 marzo con la proiezione di “L’apparenza inganna”, di Francis Veber (informazioni sul film su:

http://filmup.leonardo.it/sc_lapparenzainganna.htm 

http://www.spietati.it/archivio/recensioni/rece-2001-2002/rece-2001-2002-a/apparenza_inganna.htm

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Categoria: cineforum

God save me from the Queen #2

scritto da edoardo bonaccorsi il 9 Febbraio 2008 alle 19:29

E’ in onda la seconda puntata di God save Me from the Queen, il programma che vi relaziona dalla terra della terribile Albione.

L’audio col cronista che relaziona sulla situazione italiana col sottofondo di Dr Robert è reperibile per intero qui. E’ tratto da un Breaking News della BBC.

La storia dell’inviato del Time la potete approfondire tramite questo editoriale di Giovanni Di Mauro:

Jeff Israely è un amico. Per dieci anni ha vissuto a Roma ed è stato il corrispondente dall’Italia del settimanale americano Time. A dicembre è partito. È andato a Parigi, sempre per Time. È diventato Mediterranean bureau chief. Vuol dire che dalla capitale francese seguirà la Spagna, la Grecia, i Balcani, il Vaticano. E l’Italia. Dispiace che sia partito. Non per lui, anzi, per lui c’è da essere contenti: è una bella scommessa, una nuova avventura. Dispiace per noi, che rimaniamo qui. Dispiace per questo nostro paese che non è riuscito a fornire a Jeff argomenti per convincere il suo direttore che dall’Italia c’è ancora tanto da scrivere. Alla festa in cui Jeff e sua moglie Monica hanno salutato i loro amici, a dicembre, su un barcone in riva al Tevere, un giornalista televisivo americano raccontava che i suoi capi non sono interessati a tutte le sue proposte di servizi dall’Italia. “L’Italia”, spiegava il reporter, “è il paese più sviluppato del terzo mondo”.

La mia opinione su Juno può esser letta per esteso qui:

Succede che ieri notte ho guardato Juno. Film uscito il 25 dicembre negli U.S.A. Credo che sia il piu` bel film dell’anno. Io pero` la trama non ve la racconto, perche` a me la raccontarono e mi passo` la voglia di andarlo a vedere. Perche` se dici “una ragazza rimane incinta a 16 anni”, dici che palle di film. Pensi sia uno di quei film in cui lei piange e lui fa il duro ma in realta` e` un cagone che non si sa prendere le responsabilita` e tutto e` girato nella periferia povera sub-urban di qualche grande citta`.

Invece no, questo e` un gran film, in cui tutto e` bello e cosi` semplice all’apparenza che in realta` e un casino. Una fotografia pura. Dei colori stupendi, delicati e strettamente legati con una colonna sonora` di un indie-pop grandioso. Sembra un film fatto dai Belle & Sebastian. Degli scenari di sottofondo bellissimi, che non vedevo da parecchio in un film, posti dove io ci andrei a vivere. Poi c’e` l’hamburger phone, la bicicletta di Juno, la pipa, la sedia e il completino di Paulie (Micheal Cera) e nonostante l’unico marchio evidente nel film e` Nike il tutto sembra un cartellone di American Apparel. E c’e` che Juno e` la ragazza dei miei sogni.

Il coraggio della semplicita` e` sto film qui. Raccontare qualcosa del genere in un modo cosi` schietto, forse all’apparenza cinico, ma in sostanza vero e` genio. Alcuni dicono sia il Little Miss Sunshine di quest’anno, secondo me e` di piu`.

Poi il fatto che il 26 dicembre tanta gente negli States si e` andata a vedere sto film (ha fatto 100 milioni di incasso essendo costato solo 7.5 milioni) ti fa ricredere su quel continente che vediamo solo a blocchi di stereotipi. E anche il fatto che qualcuno ha dato 7.5 milioni a sto qui per fare sto film ti fa piacere, perche` in Italia il 26 dicembre la gente va a vedere altro.

Sempre per Juno, questi i link per approfondire: Wikipedia, Soundtrack, Imdb, Trailer, Sito ufficiale.

Se volete saperne di più sugli Hot Chip ne trovate diffusamente qui.

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Puntata sulla Giornata della Memoria!

scritto da durin il 5 Febbraio 2008 alle 16:45

Nuova puntata di RadioAranza dedicata alla “Giornata della Memoria” istituita il 27 gennaio per ricordare le milioni di vittime fatte dal nazismo nei campi di concentramento.

Dario, Fabrizio F., Daniele, Erica e Raffaele esprimono i loro pareri sul tema e invitano gli ascoltatori a esprimere i propri commentando la puntata.

Il dibattito prosegue nei commenti…

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L’informazione contro la mafia

scritto da fabrizio il 30 Gennaio 2008 alle 20:02

E’ di ieri la notizia che Giuseppe Maniaci, direttore dell’emittente televisiva Telejato, il cui palinsesto si contraddistingue in Sicilia per la continua controinformazione nei confronti dell’organizzazione mafiosa nel territorio di Partinico, e` stato aggredito. Oggi il giornalista e` tornato in tv e ha realizzato il suo Tg.

Repubblica.it riporta il video dell`accaduto, insieme alla notizia dell`arresto per truffa dell’amministratore delegato della Calcestruzzi S.p.a., sospettato anche di aver agevolato l’attivita` di Cosa Nostra.

RadioAranza consiglia a tutti gli ascoltatori e le ascoltatrici l’informazione sull’accaduto, con l’intenzione anche di discutere, in seguito, del ruolo che l’informazione puo` e deve svolgere contro lo sviluppo delle organizzazioni mafiose.

I commenti alla notizia e al tema possono anche essere lasciati adesso in questo post.

Video su Repubblica.it : http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=16727

Notizia della Calcestruzzi S.p.A. su Repubblica.it: http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/cronaca/calcestruzzi-sicilia/ad-arresto/ad-arresto.html

Sito di Telejato, tv di controinformazione siciliana (il tg e` ogni giorno in onda sul web alle 14:15): www.telejato.it

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